La Croce Azzurra di Ferriere chiede aiuto

La Croce Azzurra di Ferriere non vuole scomparire: l'appello alla cittadinanza

Trenta militi attivi sono pochi per un’associazione chiamata a rispondere a 25 richieste d’emergenza nel corso del 2013. La Pubblica assistenza “Croce Azzurra” di Ferriere – nata nel 1983 su iniziativa di Giovanni Bergamini – rischia di sparire se non trova al più presto forze fresche tra i suoi volontari. Per illustrare alla comunità del capoluogo dell’Alta Val Nure la triste situazione, il direttivo uscente ha indetto un’assemblea pubblica sabato 29 marzo nell’ex sala consiliare del comune.

“Non so se ce la sentiamo di andare avanti così – è il grido d’allarme del milite Francesco Bergonzi – . A breve scadrà la convenzione con l’Usl: se decidiamo di interrompere il servizio di emergenza, verrà a mancare il loro aiuto economico. O continuiamo il servizio, trovando perciò persone disposte a impegnarsi nel direttivo e sulle ambulanze, o garantiamo solo assistenza agli anziani per il trasporto, oppure possiamo decidere di chiudere per sempre la Croce Azzurra”. Il nuovo direttivo doveva essere eletto in febbraio, ma il presidente Stefano Boeri, non riscontrando un impegno sufficiente, ha pensato di rinviare il tutto di qualche tempo. “Per continuare sarebbe l’ideale avere un medico – ha continuato Bergonzi - sempre a bordo dell’ambulanza: tante persone non si sentono di intervenire nei casi più difficili e si allontanano dall’associazione. Vogliamo discutere di questo con l’Usl - ma a differenza della Croce Rossa di Farini che ha la stessa esigenza – non siamo ancora riusciti ad ottenere un incontro”. “Siamo arrabbiati per il comportamento avuto da alcuni militi ed ex volontari– lamenta Francesco Spotti -, che spesso lasciano diversi turni scoperti per andare a caccia, a funghi o perché devono tagliare la legna nei boschi. Io stesso ho passato diverse nottate da solo, quando invece dovremmo essere sempre in due: la situazione è molto grave, bisogna essere seri se si vuole intervenire nei casi d’emergenza. Abbiamo spedito una lettera a ogni capofamiglia del paese, ma c’è stato poco interessamento, fino ad oggi non siamo riusciti neanche a trovare 15 persone pronte a candidarsi per il direttivo”. 

Diverse le idee proposte da Paolo Rebecchi, coordinatore provinciale Anpas, presente all’incontro pubblico, per impedire la chiusura della Croce Azzurra. “Ferriere non deve minimamente prendere in considerazione di chiudere – ha esordito Rebecchi - : sarebbe un danno per tutta la popolazione. Noi come Anpas possiamo venirvi incontro. Dobbiamo avvicinare la gente al volontariato, magari organizzando domeniche di sensibilizzazione, con screening e visite gratuite nella vostra piazza, per attirare l’attenzione della cittadinanza. Garantiremo in diverse occasioni la presenza di figure del nostro personale, per dare una formazione più specifica ai vostri militi qua a Ferriere, senza farvi venire a Piacenza. Qualcuno di voi potrà così diventare a sua volta istruttore e formare sul posto i futuri militi”. Rebecchi ha evidenziato come sia importante creare una rete di collaborazione tra tutte le realtà della zona. “Anche la pubblica assistenza Valnure si è detta disponibile a darvi una mano – ha detto -. Va bene relazionarsi con la Croce Rossa di Farini, ma non perdiamo l’identità di Pubblica Assistenza. Questa associazione non la dovete far morire”. I militi attuali, dopo un confronto aperto, hanno deciso di fare ancora un tentativo: domenica 13 aprile si terranno le elezioni del direttivo. Resta poco tempo per rispondere all’appello: la Croce Azzurra rischia di interrompere il suo trentennale servizio in montagna se non troverà al più presto volontari pronti a dare una mano. L’elevata età media della popolazione di Ferriere e un limitato serbatoio di giovani a cui attingere non giocano a favore.

da www.ilpiacenza.it



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